Mission e logo

MISSION


La Fondazione si propone di perseguire fini di utilità sociale nei settori della ricerca scientifica e filosofica, accademica e di frontiera, nei labirinti dell'istruzione, dell'arte, della valorizzazione dei beni e delle attività culturali, dell'editoria e della comunicazione. I metodi saranno il lavorare per progetti, il produrre pubblicazioni nelle varie forme comunicative: tradizionali, multimediali e opere aperte, l'organizzare incontri e convegni in presenza e on-line, il creare interfacce per scuole, università e realtà sociali d'ogni tipo. Costruire mediante l'associazionismo percorsi istruttivi e di valorizzazione delle esperienze acquisite.

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IL LOGO

Logo Fondazione Panta Rei

Il logo che chiameremo superficie multiversum ha un significato profondo. L'idea nasce dalla ben nota superficie di Moebius che, stilizzata, è anche il simbolo dell'infinito!

La superficie o nastro di Moebius si ottiene da una striscia di carta incollata agli estremi, dopo una torsione.


La superficie, molto importante in geometria, è una superficie ad una faccia, nel senso che un insetto che la percorre – come i gamberi della seconda immagine – raggiunge qualunque posizione senza toccare i bordi. Un insetto che invece percorre una superficie rettangolare deve attraversare il bordo per andare da una faccia all'altra. La torsione effettuata è il simbolo di un processo di mutazione che è anche un processo di serendipity, ovvero di un

creativo atto a stupire. La Fondazione con le sue sei sezioni rappresentate nel Logo da sei successive torsioni, vuole indicare i propri differenti momenti creativi e vuole stupire con i risultati in parte conseguiti e che in parte conseguirà.
La parola multiversum sintetizzata nel logo dalle molte torsioni fa pensare alla Scienza, alla ipotesi degli universi paralleli che oramai si chiamano multi-versi invece che uni-versi, fa pensare all'infinito, oggetto filosofico esclusivo del nostro pensiero. La latinizzazione del termin in multiversum ricorda l'antico, ricorda la storia, indispensabile per capire il mondo, per capire le mutazioni e i capovolgimenti dei saperi – naturalmente a torsione – al divenire, all'evoluzione, ai fenomeni labirintici della mente ma anche alla complessità di quel "tutto che scorre" o panta rei di eraclitea memoria.
Panta rhei os potamòs (πάντα ῥεῖ ὡς ποταμός – tutto scorre come un fiume) è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito di Efeso, vissuto tra il 535 e il 475 a.C., aforisma che riassumeva in poche parole il pensiero del grande filosofo greco, che con il tema del divenire perenne, si contrapponeva al pensiero della filosofia dell'essere propugnata dall’altro grande filosofo Parmenide di Elea vissuto tra il 515 e il 450 a.C. , vent’anni prima di lui.

Lo scorrere del tutto, anche del tempo, e il senso dello spazio non sempre banalizzato alla maniera di Cartesio, è ben rappresentato dai formiconi che si muovono all'infinito sul nastro di Mobius, nelle splendide incisioni di Mauritius Escher, che seppe declinare assieme il senso del bello, il senso del tempo e dello spazio e l'arte dello stupire.